Quali sono le condizioni necessarie per assicurare una sicurezza operativa dei cancelli?

Sicurezza operativa dei cancelli - Cavetto anticaduta scorretto

Cavetto anticaduta installato in modo scorretto

Tali presupposti hanno origine già dalla fase progettuale nella quale devono essere verificate tutte le condizioni a contorno dell’installazione, vale a dire quelle ambientali proprie del sito (piano orizzontale – inclinato), della viabilità (prossimità a vie principali), del modo di utilizzo (carrabile, pedonale o entrambi), del tipo di automazione richiesta (logica generale dei controlli) e della destinazione d’uso finale (area privata o pubblica).

Questo ultimo punto determinerà la classificazione della tipologia d’uso (tipo 1, 2, 3) secondo la norma UNI EN 12453, rispetto ai limiti di protezione del bordo primario.

Sicurezza operativa dei cancelli - cavetto anticaduta corretto

Corretta installazione del cavetto anticaduta

Per una sicurezza operativa dei cancelli è molto importante anche la regolazione della velocità massima del bordo primario per limitare l’energia accumulata dal cancello nel suo movimento: la UNI EN 12453 stabilisce che tale valore deve essere < 0,5 m/s.

Nel caso di motorizzazione di un’apertura già esistente, è necessario effettuare anche alcune verifiche sulle condizioni generali del manufatto come, ad esempio, le cerniere, gli elementi strutturali e i punti di ancoraggio. Nel dubbio interpellare gli esperti del settore.

Sicurezza operativa dei cancelli - Rischio schiacciamento o tranciatura

La zona indicata dalla freccia è senza protezione e a rischio schiacciamento o tranciatura

Una circolare ormai dimenticata ma tutt’ora valida (n° 68416 emessa da Map il 29/11/2005) recita così: “Allo stesso artigiano/costruttore/installatore competerà anche la verifica di rispondenza – per le porte già installate – agli specifici requisiti di sicurezza previsti dalla norma più volte citata per la parte non motorizzata ove non già avvenuto…”.

In caso di dubbi sull’adeguatezza dell’apertura a ricevere la motorizzazione richiesta, è meglio far intervenire un esperto e farsi rilasciare una dichiarazione di assunzione di responsabilità per quanto fatto.

Articolo pubblicato su “Nuova Finestra” n.369 – maggio 2011

 

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